Progetto Educativo Pastorale Salesiano (PEPS)
Parrocchia S. Tommaso da Villanova
Comunità Educativa e Pastorale
Castel Gandolfo

Lettera del Parroco
Carissimi Parrocchiani,
il rinnovato Progetto Educativo Pastorale Salesiano (PEPS), che vi presento, è frutto della comune ricerca fatta recentemente dalla nostra Comunità Educativa Pastorale (CEP) / Consiglio Pastorale Parrocchiale (CPP). L’ultima versione del nostro progetto, finora in uso, risale a 10 anni fa (2012) ed esige, nella nuova situazione, di essere aggiornato.
Negli ultimi anni sono cambiate tante cose, tra queste il contesto, alcune sfide ed anche la struttura della presenza salesiana a Castel Gandolfo. La nostra opera l’anno scorso è passata sotto la responsabilità diretta del Rettor Maggiore, essendo una delle Opere Pontificie affidate alla Congregazione Salesiana negli “anni trenta” del secolo scorso. Anche la struttura oratoriana si è trovata nella nuova situazione, passando all’animazione diretta fatta da parte dei nostri collaboratori laici.
Significativo rimane anche il fatto che l’aggiornamento progettuale ricade nell’Anno Sinodale 2022 sollecitato e promosso da Papa Francesco.
Gli elementi cruciali di questo cammino sinodale sono l’attenzione e l’impegno maggiore, da parte di tutti i membri della nostra comunità, dati all’ascolto e al dialogo reciproco. La presente versione del nostro PEPS è, quindi, frutto dell’ascolto e della rilettura della nostra nuova situazione. Questo impegno e il nuovo progetto sono i frutti concreti del cammino sinodale vissuto nella nostra comunità parrocchiale. Lo sforzo rinnovatore della nostra CEP entra perfettamente nell’ambito di queste indicazioni.
In questo modo, guardando i diversi aspetti delle nostre realtà attuali, discernendo i segni del tempo, condividendo le nostre preoccupazioni e aspettative – e innanzitutto ascoltando le ispirazioni dello Spirito Santo – siamo arrivati alla fine del percorso rinnovatore che ci siamo posti all’inizio dell’anno pastorale 2021/2022. Arriviamo, a mio avviso, soddisfatti del cammino fatto insieme e dei risultati ottenuti. Possiamo constatare con soddisfazione che, nel rinnovato PEPS, troviamo i primi frutti del cammino sinodale.
L’esperienza della vita ci mostra la complessità delle relazioni reciproche. Presi sempre di più da mille cose, in maggior parte giustificate e vere, immersi in cammini sempre più veloci, spesso ci manca tempo, e spesso anche la pazienza, per un dialogo alla cui base sta un fraterno e incondizionato ascolto. Il mondo attuale sembra apprezzare di più le soluzioni fugaci, istantanee, caratterizzate da posizioni autoritarie. Uno degli esempi tristi di questa caratteristica viene dalla guerra in Ucraina. L’ascolto e il dialogo, quanto mai prima, sono due pilastri sui quali si basa la costruzione di una vera comunità e il rispetto di ogni persona.
Ringrazio tutti voi, carissimi collaboratori e membri di ogni commissione e gruppo, per la vostra attiva e paziente partecipazione nel nostro cammino e per i frutti ottenuti.
Ripeto ciò che ho già condiviso in diverse occasioni: uno degli aspetti positivi trovati a Castel Gandolfo è la vostra qualità come collaboratori laici.
Siete voi – giovani, famiglie, parrocchiani e oratoriani protagonisti – la vera risorsa della nostra comunità. Questo è senza dubbio il frutto dei miei predecessori che sono riusciti a trovare le modalità per una collaborazione efficiente e familiare. Ho la forte speranza di poter continuare ad andare avanti in questa direzione.
La qualità del nostro presente e futuro dipende ora dai nostri cuori e dalle nostre mani. Non guardiamo indietro voltando la testa e rimpiangendo il passato, ma impegniamoci per affrontare con entusiasmo le sfide attuali.
Adesso, a lavoro completato, ci aspetta di realizzare il Progetto che abbiamo insieme elaborato.
Il PEPS dovrà essere rispettato da tutti noi e preso come riferimento per le nostre azioni pastorali. Non avrebbe nessun senso la progettazione senza poi lo sforzo di attuarla nella vita quotidiana. Tra i tanti pericoli progettuali esiste anche la tentazione di scrivere belle parole, senza metterle poi in pratica quotidianamente. Nei nostri contesti possiamo trovare tanti esempi di questi progetti che sono finiti nei cassetti delle scrivanie e dormono tranquillamente senza essere disturbati.
Anche noi rischiamo di andare nella stessa direzione!
Spero che questo nostro progetto diventi per noi un vero accompagnatore, per non dire un amico, durante il nostro cammino. Ora dipende da ciascuna e ciascuno di noi la forma del suo inserimento nella vita pratica.
Siamo consapevoli che l’approvazione del progetto non costituisce un punto di arrivo: è solo una tappa intermedia che permette di assicurare la direzione giusta del cammino e di mantenere l’entusiasmo salesiano, caratteristico di don Bosco.
Il PEPS che abbiamo prodotto non è un documento monolitico, intoccabile, quanto piuttosto una carta di navigazione che necessita di continui aggiustamenti di rotta, un cammino non facile che nella vita cerca la sua validazione più efficace e nella vita stessa ritrova le correzioni necessarie.
Grazie a tutti e a ciascuno per quanto di bello vorrete fare per servire i giovani e, in particolare, quelli più bisognosi delle nostre attenzioni educative e pastorali.
Maria Ausiliatrice e don Bosco alimentino in voi l’entusiasmo della fede per poter operare secondo il cuore di Dio.
don Tadeusz Rozmus, direttore e parroco
Castel Gandolfo, 24 maggio 2022
Festa della Madonna Ausiliatrice
Introduzione
La nostra realtà pastorale è ricca di diversi concetti, funzionali ai diversi ambiti.
Per questo, ci sembra importante chiarire quelli che usiamo più spesso nel contesto carismatico salesiano come pure nel contesto parrocchiale del nostro Progetto.
Il primo riguarda l’uso dei termini CEP (Comunità Educativa Pastorale) e CPP (Consiglio Pastorale Parrocchiale), poi la situazione degli appositi consigli e finalmente le relazioni con la comunità dei salesiani.
La CEP è la realtà che abbraccia e coinvolge tutti i componenti del vasto gruppo dei collaboratori. Nella nostra situazione di Castel Gandolfo, il concetto della CEP corrisponde al concetto del Consiglio Pastorale Parrocchiale (CPP), perché tutte le strutture (anche l’oratorio, il teatro, ecc) fanno parte della realtà parrocchiale.
La presenza salesiana senza la parrocchia sarebbe a Castel Gandolfo poco spiegabile e senza ragioni di esistenza. In questo senso, dal punto di vista pratico, si possono usare reciprocamente ambedue i termini con lo stesso significato. Nel contesto salesiano sarà usato più spesso il concetto della CEP, nel contesto parrocchiale invece quello della Parrocchia. In realtà sono due nomi corrispondenti.
Nell’ambito salesiano il suo significato carismatico attiene alla struttura salesiana (il Rettor Maggiore, ispettore, direttore), invece nella struttura parrocchiale si dà più importanza alla relazione diretta con il vescovo e con le strutture diocesane. Ma ambedue le realtà si intrecciano reciprocamente. La nostra parrocchia, essendo affidata ai salesiani da Papa Pio XI, quasi cent’ anni fa, porta nella chiesa universale la ricchezza del carisma di San Giovanni Bosco. E’ la parrocchia che opera basandosi sulla ricchezza del carisma salesiano.
Il secondo chiarimento riguarda i Consigli delle due strutture menzionate prima. Anche qui la situazione è simile a quella spiegata sopra. Anche se possono essere comunemente usati i due nomi dei Consigli (CEP e CPP), in realtà si tratta dello stesso Consiglio. Nella nostra situazione, dove i compiti parrocchiali e quelli salesiani si sovrappongono, il significato del Consiglio CEP/CPP deve riferirsi alla stessa struttura, senza evocare un binomio significativo. Predominante rimane il carattere parrocchiale, vissuto e realizzato nello stile salesiano.
Il Consiglio, presieduto dal parroco, è il massimo organo di partecipazione e di animazione di questa struttura. Il Consiglio CEP/CPP coordina la missione che consiste nell’evangelizzare ed educare. Compito specifico consiste nell’elaborare, attualizzare e verificare il PEPS della nostra Opera salesiana. Tutti i particolari devono essere inseriti nell’ambito di ogni commissione e gruppo educativo – pastorale.
Il terzo chiarimento riguarda la relazione tra i salesiani e i laici coinvolti nel progetto. La Comunità Salesiana “svolge il ruolo di riferimento carismatico a cui tutti s’ispirano” (CG25, n.70). Essa è dunque chiamata a:
- testimoniare la vita religiosa, manifestando il primato di Dio nella vita e la dedizione totale alla missione educativa ed evangelizzatrice;
- garantire l’identità carismatica salesiana;
- essere centro di comunione e di partecipazione, che convoca i laici a partecipare allo spirito e alla missione di Don Bosco;
- essere prima responsabile della formazione spirituale, salesiana e vocazionale (cf CG24, 159). Assumere questo compito di animazione suppone, per la comunità salesiana, la necessità di ripensare la sua presenza e la sua funzione all’interno della CEP.
In passato, la comunità salesiana assumeva quasi esclusivamente la responsabilità dell’ambiente e dell’opera educativa, oggi è chiamata a maturare uno stile di condivisione e di corresponsabilità, perché i laici sono in grado di offrire chiavi di lettura vitali per una nuova interpretazione del Vangelo. La comunità salesiana assume la propria specifica responsabilità come parte significativa del nucleo animatore della CEP (QdR, 266-267).
Il ruolo e la presenza della comunità salesiana entrano perfettamente nello spirito sinodale, dove tutti riscoprono la ricchezza della presenza di ogni persona e di ogni struttura, con rispetto garantiscono ascolto reciproco e con l’entusiasmo carismatico di Don Bosco realizzano la missione pastorale.
Presentazione del PEPS
Il PEPS al servizio della comunità
L’Opera Salesiana e la Parrocchia Pontificia di Castel Gandolfo sono una realtà, animata insieme da salesiani e laici, aperta all’accoglienza di tutti ed intenta a realizzare l’unica missione salesiana: evangelizzare ed educare.
Il PEPS è contemporaneamente mappa orientativa e tabella di marcia : indica la strada da seguire nei prossimi anni per essere fedeli al carisma consegnatoci da San Giovanni Bosco.
È la nostra visione di futuro, il sogno di don Bosco per Castel Gandolfo, l’orizzonte di speranza verso il quale camminare insieme.
Il nostro Progetto educativo pastorale salesiano, PEPS, è frutto di un ampio confronto e scambio di esperienze che permetterà alla comunità di crescere nell’unità, nella consapevolezza del nostro essere chiesa e nella capacità educativa, con attenzione alle persone e alle situazioni concrete. Esso è rivolto a tutti: ai sacerdoti, al Consiglio Pastorale, agli educatori, ai giovani, alle famiglie e a tutti coloro che entrano in contatto con la nostra comunità.
Organi della CEP / CPP
La gestione della struttura parrocchiale e salesiana rispetta le caratteristiche e le normative rilasciate dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana) / diocesi Suburbicaria di Albano e dalla Congregazione Salesiana.
La presenza salesiana di Castel Gandolfo ha carattere pontificio e come tale dipende direttamente dal Rettor Maggiore dei Salesiani.
La struttura della parrocchia dipende dal Vescovo rappresentato “in loco” dal parroco e la struttura salesiana dipende dal Rettor Maggiore, rappresentato dal direttore.
L’organo supremo è il Consiglio (CPP e CEP), presieduto dal parroco in rispetto delle adeguate norme.
La struttura dell’opera e le relazioni reciproche vengono rappresentate dall’organigramma allegato.
L’Oratorio, come parte integrante della struttura parrocchiale e salesiana, è animato dal coordinatore e dal Consiglio dell’oratorio.
Le parti operative della struttura sono le COMMISSIONI, sottocommissioni e gruppi di lavoro. Esse sono concreti strumenti di lavoro. Ogni commissione è composta da alcuni membri del Consiglio Parrocchiale e da quanti collaborano alla progettazione di proposte.
Ogni gruppo della struttura si interroga sulla situazione dei giovani e verifica la propria azione nei confronti della nostra realtà. L’accento sulla situazione giovanile costituisce cuore e centro della missione parrocchiale di ogni gruppo. Alla base dell’analisi preliminare e degli obiettivi generali concordati, vengono individuate le priorità da perseguire nei prossimi anni.
Per favorire la comunicazione e la collaborazione reciproca, per facilitare l’attuazione delle decisioni prese, nella struttura è attivamente presente il gruppo di COORDINAMENTO STABILE, costituito principalmente dai responsabili dei diversi settori o commissioni.
Per concretizzare il cammino e la collaborazione comune, ogni anno sarà elaborata una carta dei servizi, con i seguenti elementi: attualizzazione delle priorità educativo-pastorali e aggiornamento del calendario annuale.
Ogni commissione, entro la fine del mese di maggio, presenta al Consiglio CPP/CEP le priorità e le attività per tutto l’anno pastorale (dal mese di settembre al successivo mese di settembre) e il Consiglio pastorale, entro la fine del mese di giugno, presenterà la visione generale delle priorità e il calendario annuale.I documenti saranno stampati e/o pubblicati sul nostro sito web e regolarmente aggiornati.
Responsabilità per il patrimonio della parrocchia pontificia
Il patrimonio dell’opera e della parrocchia è collocato nelle strutture delle chiese e dell’oratorio, di cui alcune hanno carattere pontificio. La custodia di tutte le strutture è affidata dal Papa alla Congregazione Salesiana.
Tutti i responsabili e i loro collaboratori sono tenuti a rispettare la natura dell’opera educativa e pastorale.
Nella struttura pastorale non esistono organi o gruppi indipendenti, ma tutti fanno parte della stessa carismatica famiglia di Don Bosco, centrata sulla ricerca dell’accompagnamento giovanile.
Presentazione della comunità di Castel Gandolfo
L’Opera Salesiana / Parrocchia si estende su una vasta area che abbraccia il centro storico, la zona del quartiere San Paolo, la zona del lago e quella dei villini, sita nel territorio del comune.
Così la missione si realizza attraverso i diversi progetti educativi e pastorali concentrati nei diversi posti e ambienti:
- in tre diverse chiese parrocchiali (San Tommaso da Villanova, S. Maria Ausiliatrice nel quartiere San Paolo e Madonna del Lago);
- nell’oratorio giovanile con diversi gruppi e diverse modalità di partecipazione: formazione culturale e religiosa dei giovani, animazione culturale attraverso la musica, il teatro, lo sport;
- attraverso la collaborazione con diverse istituzioni pontificie, ecclesiastiche, comunali, locali, ecc.
- Le chiese presenti sul territorio sono:
- la chiesa parrocchiale di San Tommaso da Villanova, sita nel centro storico;
- la chiesa di Santa Maria Ausiliatrice, nel quartiere San Paolo;
- la chiesa della Madonna del lago, nella zona del lago.
A queste strutture parrocchiali si aggiunge l’oratorio giovanile che da anni dà spazio a diverse attività a favore dei giovani.
La fascia dei GIOVANI, compresa tra 7 e 16 anni, raccoglie un numero di ragazze e ragazzi non tutti residenti nel territorio della parrocchia. Essi frequentano in maniera costante gli incontri della catechesi. Non tutti sono poi, però, direttamente coinvolti nella vita della comunità. Si rileva inoltre che i ragazzi “over 16” prediligono luoghi di aggregazione fuori dal territorio della parrocchia e del paese, perché collegati principalmente alle scuole che essi frequentano, situate nei comuni limitrofi.
La situazione delle FAMIGLIE rispecchia la problematica della realtà nazionale, dove prevalgono famiglie nucleari con un numero ristretto di componenti, con disagi relativi a separazioni, divorzi e disoccupazione, a cui si aggiunge una carenza di servizi a sostegno. A questo gruppo si aggiunge un numero crescente di immigrati, ai quali la Comunità apre le sue porte.
La stessa cosa si può dire per gli ANZIANI: crescono di numero e in particolare aumenta il numero degli ultraottantenni che si trovano spesso in situazioni di solitudine e abbandono.
Gli IMMIGRATI sono discretamente inseriti: i ragazzi frequentano la scuola e l’oratorio. I più disagiati trovano sostegno e aiuto presso i servizi sociali da parte degli operatori del Comune.
La Comunità Parrocchiale vive attualmente le conseguenze dei due anni di pandemia da CoViD-19: si è ridotta numericamente la partecipazione alle celebrazioni eucaristiche, non soltanto da parte dei visitatori della nostra città, ma anche da parte dei parrocchiani, precedentemente attivi nella vita comunitaria.
Si spera e ci si augura che il rilancio del Progetto, nella mutata situazione post-CoViD, porti entusiasmo e desiderio di ricercare nuove forme di partecipazione nel cammino della Comunità.
Obiettivi generali del progetto
La sfida principale è quella di coniugare la ricchezza della spiritualità salesiana con quella della Chiesa della diocesi di Albano, nonché con la ricchezza dell’esperienza e della storia del territorio particolare di Castel Gandolfo: essere comunità educativa e pastorale che vive e annuncia l’incontro con il Signore, come una grande famiglia, interagendo in modo efficace su tutto il territorio.
Il Progetto vuole caratterizzarsi per una costante ricerca dei modi e dei metodi educativo-pastorali per venire incontro ai bisogni attuali dei giovani, senza trascurare il mantenimento delle tradizioni del passato.
Con grande rispetto e gratitudine ci riconosciamo eredi della storica presenza del carisma salesiano a Castel Gandolfo, guardando insieme verso il futuro, per intercettare le sfide da affrontare con metodi educativi e pastorali sempre più adeguati.
Per questo:
costruiamo una comunità educativa e pastorale …
- creando un ambiente educativo capace di trasmettere i valori evangelici
- testimoniando i valori condivisi
- dando motivazione e significato a quello che si fa
- valorizzando il positivo già presente nella parrocchia
- aprendo e accogliendo il diverso
- che evangelizza attraverso l’educazione amorevole dei giovani a partire da quelli più in difficoltà
- vivendo la propria fede con gioia e comunicandola agli altri
- impegnandoci in un cammino sistematico di educazione alla fede
- dialogando con i giovani
- avendo un’apertura sociale e missionaria libera da pregiudizi
coinvolgendo tutti coloro che si identificano con la nostra missione …
- riscoprendo e recuperando i valori fondanti delle famiglie per gustare la gioia del vivere insieme
- creando luoghi di incontro con le famiglie
- curando la formazione spirituale delle famiglie dal punto di vista socio-pedagogico secondo la prospettiva dell’antropologia cristiana
- coinvolgendo le famiglie nelle diverse attività parrocchiali
- incoraggiando le famiglie a partecipare alle celebrazioni liturgiche
- e comunicando efficacemente la sua esperienza nel territorio
- favorendo l’interazione tra diverse componenti della CEP / Parrocchia
- mettendo al centro di ogni azione comunitaria il giovane e la famiglia
Commissione Liturgia
Descrizione
La Commissione è composta da persone che attivamente si prendono cura delle celebrazioni liturgiche della Parrocchia di san Tommaso da Villanova e della Chiesa di Maria Ausiliatrice del quartiere san Paolo, della chiesa di Madonna del Lago e delle altre funzioni liturgiche parrocchiali.
Visione
La liturgia è l’esercizio dell’ufficio sacerdotale di Gesù Cristo mediante il quale con segni sensibili viene significata e, in modo proprio a ciascuno, realizzata la santificazione dell’uomo, e viene esercitato dal Corpo Mistico di Gesù Cristo, cioè dal capo e dalle sue membra, il culto pubblico integrale.
Perciò ogni celebrazione liturgica (…) è azione sacra per eccellenza, e nessun’altra azione della Chiesa ne uguaglia l’efficacia allo stesso titolo e allo stesso grado (Concilio Vaticano II, Cost. Sacrosanctum Concilium, 7: AAS 56 (1964) 101
La funzione della Commissione liturgica è quella di affiancare ed assistere il parroco nello studio e l’organizzazione delle iniziative in campo liturgico e di stimolare la partecipazione di tutti i membri della comunità parrocchiale – ma anche gli altri – alle varie funzioni, in particolare le famiglie in tutti i loro componenti, per riscoprire insieme la bellezza e il valore della liturgia.
Le nostre proposte non si discostano da quelle già presenti nel Progetto Educativo Pastorale Salesiano, ma devono solo ripartire con nuovo slancio e maggior vigore.
Obiettivi generali
La Commissione liturgica si propone di: studiare la liturgia e gli elementi della cerimonia liturgica
garantire gli elementi fondamentali per una celebrazione dignitosa, partecipata e consapevole (coordinatore, lettori, animatori, colletta, …)
far sì che tutte le celebrazioni abbiano le stesse caratteristiche
dare gli stessi avvisi in tutte le celebrazioni
ripristinare almeno un’ora di adorazione al mese
preparare lettori con corsi di lettura e istituire una lista di lettori con numero di telefono
favorire il confronto tra i diversi cori e gruppi musicali e la pianificazione annuale dell’animazione liturgica delle Messe
costituire e preparare un gruppo di ministranti ed ostiarie e curare la loro formazione
aiutare a dare più dinamica a tutte le funzioni liturgiche e rafforzare il coinvolgimento più attivo dei partecipanti (parrocchiani e le persone dal di fuori di parrocchia)
la Commissione liturgica si riunisce normalmente due volte al mese e ogni qualvolta si renda necessario
Commissione Evangelizzazione
La missione principale di ogni parrocchia e di ogni centro salesiano è l’evangelizzazione dei contesti e delle persone puntando alla formazione di “onesti cittadini e buoni cristiani” (don Bosco). I due livelli dell’impegno evangelizzatore riguardano la formazione iniziale, realizzata attraverso l’impegno di catechesi come preparazione ai sacramenti (prima comunione e cresima) e la formazione dei cristiani adulti attraverso la ricca proposta delle iniziative educativo-pastorali.
Sottocommissione EVANGELIZZAZIONE INIZIALE (Catechesi di iniziazione)
Descrizione
Lo scopo principale di questa sottocommissione è seguire la crescita religiosa dei bambini e condurre la formazione cristiana dei ragazzi, attraverso le tappe dei sacramenti e collaborando con le famiglie.
Questo gruppo si incontra mensilmente 2 volte: un incontro è dedicato alla programmazione delle attività imminenti, il secondo è dedicato all’approfondimento della formazione cristiana degli stessi componenti di questa sottocommissione. Il gruppo collabora con tutte le commissioni della Parrocchia. Importante per il gruppo catechisti è fare sempre una verifica dei lavori svolti.
Visione
Il lavoro è teso a suscitare l’Amore per Cristo, per la Chiesa, in un cammino evangelico sinodale, usufruendo degli insegnamenti e metodi di San Giovanni Bosco, rispettando il disegno della Diocesi a cui apparteniamo.
Obiettivi generali
Lavorare perché i ragazzi, crescendo spiritualmente, abbraccino con fervore i sacramenti, suscitando in loro la passione per gli ambienti parrocchiali e salesiani.
Il gruppo si impegna a:
▪ coinvolgere tutta la famiglia a seguire il cammino dei ragazzi;
▪ aiutare i genitori chiamati ad essere attori principali dell’educazione cristiana dei propri figli;
▪ promuovere la loro formazione attraverso incontri mensili con sacerdoti e laici impegnati perché siano testimoni e culle della Fede;
▪ creare comunità accoglienti verso i nuovi e con esperienze concrete (ritiro, pranzo/cene sociali, feste) coinvolgerli nel delicato compito dell’educazione cristiana.
▪ Attenzione particolare va ai bambini e ai ragazzi, che, concludendo un ciclo di catechismo, si trovano a non avere riferimenti. Per loro, si vorrebbero attivare percorsi di esperienza in attività legate al servizio verso l’altro, o altre attività oratoriane, legate sia alla diocesi che al mondo salesiano (MGS).
Organigramma (gestione e ruoli)
Il gruppo catechisti è composto da laici impegnati, suore, novizie e diaconi guidati da un Coordinatore. Il Coordinatore partecipa anche al Consiglio Pastorale. Il Coordinatore riferisce al Parroco, e con lui programma percorsi catechetici indicati anche dalla curia di Albano, e tutto quanto si riferisce alle celebrazioni dei sacramenti dei neofiti.
Sottocommissione EVANGELIZZAZIONE ADULTI
Descrizione
La Commissione anima l’ambiente Parrocchia/Oratorio, ponendo particolare attenzione alla pastorale familiare e degli adulti.
I gruppi di questa commissione offrono ai propri componenti percorsi formativi basati sul confronto con la Parola di Dio, il dialogo e la condivisione, nonché percorsi di approfondimento della fede.
La commissione si riunisce almeno all’inizio ed alla fine dell’anno pastorale (settembre e giugno) e prima dell’inizio di ciascun periodo liturgico (Avvento, Natale, Quaresima e Pasqua) per fare il consuntivo del cammino fatto e pianificare quello futuro all’interno del tema liturgico-pastorale del periodo. In totale sono previsti 6 incontri annuali.
Visione
La nuova evangelizzazione necessita di una Iniziazione cristiana che, a partire dal primo annuncio di salvezza in Cristo, o kerigma, attraverso un catecumenato ben strutturato, accompagni i passi, il cammino di quanti hanno abbracciato la fede (…).
E’ necessario superare la dicotomia, la separazione fra il Vangelo e la vita del cristiano. Perché questo accada, bisogna rivolgere maggior attenzione all’evangelizzazione e alla catechesi degli adulti, alla formazione di autentiche famiglie cristiane e di piccole comunità ecclesiali (…). (GP2, Redemptoris missio, 51).
Obiettivi generali
Gli obiettivi generali della Commissione sono:
▪ offrire a tutti gli adulti della comunità parrocchiale incontri di formazione spirituale su specifici argomenti di esegesi biblica e momenti di spiritualità in prossimità dei tempi forti dell’anno liturgico;
▪ incoraggiare la condivisione e la preghiera all’interno dei gruppi di ascolto della Parola e negli incontri degli altri gruppi;
▪ organizzare incontri di coppie di fidanzati e sposi;
▪ sollecitare la partecipazione agli incontri di pastorale familiare organizzati dalla nostra diocesi;
▪ valorizzare le esperienze esistenti in parrocchia e promuovere la condivisione delle esperienze formative che ognuno personalmente vive al di fuori delle proposte parrocchiali.
Nella stessa consapevolezza si impegna a:
▪ affiancare il sacerdote negli incontri di catechesi battesimale rivolti ai genitori che chiedono il battesimo per il proprio figlio e ai padrini da loro scelti;
▪ preparare un percorso di primo annuncio per adulti per chi non si ritiene cristiano, ma è disponibile alla ricerca e al confronto;
▪ organizzare una scuola per genitori su temi legati all’educazione dei figli.
Commissione Caritas
Descrizione
La Caritas svolge un’attività pedagogica, evidenzia le necessità di coloro che sono nel bisogno, le modalità di aiuto e accresce nella comunità il senso cristiano di corresponsabilità. Si impegna attraverso varie iniziative a diffondere l’importanza dell’“ascolto attivo” nei confronti della persona (sia essa malata, povera, straniera, sola) come valore fondante dell’amore verso il prossimo.
Visione
Un gruppo più ampio di persone, affiatato, pronto a tutto. Che sia partecipativo e in collaborazione con le altre commissioni.
Obiettivi generali
Gli obiettivi generali della Commissione sono:
- aiutare le persone nel bisogno senza pregiudizi, cercando il loro reintegro nella società, in collaborazione con la diocesi e i servizi sociali del territorio;
- affiancare i sacerdoti nelle visite agli ammalati;
- programmare con anticipo le attività che coinvolgono tutti i gruppi parrocchiali;
- creare durante l’anno catechistico e in estate iniziative pratiche di volontariato che coinvolgano i ragazzi attraverso pranzi, cene sociali, partite di calcio / pallavolo, incontri con altri movimenti;
- fare verifiche periodiche sulle iniziative fatte: cosa ha funzionato, cosa migliorare, proposte.
Nello specifico la Commissione divide gli obiettivi in ambito informativo e formativo.
Ambito dell’Informazione
Favorire la circolazione delle informazioni relative alle realtà di “bisogno” all’interno di tutta la Comunità e tra i vari gruppi operanti. In modo particolare:
- individuare gli strumenti idonei (saletta per gli operatori, bacheche per gli avvisi nelle varie chiese, calendari delle iniziative, prospetto con i nominativi dei volontari, loro recapiti e disponibilità), affinché la Comunità sia informata sulle varie situazioni di disagio relativo ai bisogni primari, relazionali, esistenziali;
- condividere i programmi e le iniziative tra i vari gruppi operanti.
Ambito della Formazione
Costruire una comunità che si fa carico delle esigenze dei più deboli, partecipando con competenze, stili e sensibilità diverse. In modo particolare:
- coinvolgere tutti i gruppi parrocchiali, soprattutto quelli giovanili, sensibilizzandoli durante gli incontri di catechesi alle varie iniziative promosse dagli operatori Caritas;
- rendere frequenti gli incontri con le istituzioni (Assessorato ai servizi sociali, Assistente sociale) e con gli organismi della Caritas Diocesana;
- promuovere la creazione di un Centro d’ascolto;
- integrare l’indagine sul territorio in particolare riguardo alla condizione giovanile.
Organigramma (gestione e ruoli)
Il gruppo è formato da volontari laici attivamente impegnati. Collabora direttamente con il parroco, fornendo resoconti sull’operato svolto, sulle difficoltà e le dinamiche risolutive.
Effettua un bilancio annuale delle entrate/uscite, coordinandosi con il CPAE per la redazione del bilancio, almeno con cadenza annuale.
Si incontra mensilmente per verificare l’operato svolto e rinsaldare il rapporto di reciproco aiuto tra i volontari.
Commissione Pastorale giovanile
Descrizione
La commissione Pastorale giovanile ha lo scopo di impegnarsi, con le capacità educative di ognuno e in più ambiti, nel creare un ambiente positivo intessuto di relazioni significative, dove siano possibili la formazione personale e spirituale di ognuno, soprattutto di bambini e giovani, seguendo il metodo preventivo di Don Bosco, con una progettualità a breve e lungo termine e considerando quanto propone la famiglia salesiana, la diocesi e il territorio.
L’Oratorio è il luogo privilegiato dell’azione della commissione. Per Oratorio, tuttavia, si intende anche ogni luogo dove sono presenti giovani ed educatori. A tal proposito ci impegniamo a ricercare una collaborazione più stretta con l’Amministrazione comunale e le altre realtà a vari livelli, con il centro Mariapoli del Movimento dei focolari, con le scuole, con le altre associazioni del terzo settore, per favorire la creazione di una rete educativa che promuova sempre meglio la formazione integrale dei ragazzi.
Visione
L’oratorio è:
- luogo di incontro in cui giovani e famiglie possano esprimersi, dove ciascuno sia consapevole e responsabile;
- luogo intergenerazionale, multietnico e multireligioso dove la persona è importante;
- luogo di accoglienza verso chiunque e con diversi bisogni, con la presenza di figure disponibili e di riferimento;
- zona di confine, “Lampedusa della Chiesa”;
- luogo pulito e organizzato, colorato, che fa crescere le iniziative;
- luogo in cui ci si educhi ad essere buoni cristiani (sia laici che sacerdoti) e onesti cittadini;
- luogo di gioco (libero e organizzato), di formazione spirituale (catechesi esperienziale permanente e non solo sacramentale: adulti verso i giovani, giovani verso i ragazzi) e di preghiera quotidiana (a fine attività giornaliera).
Obiettivi generali
Gli obiettivi generali della Commissione sono:
- valorizzare le relazioni interpersonali e contatto;
- accogliere tutti in sicurezza;
- stimolare il senso di appartenenza;
- promuovere la formazione degli operatori;
- costruire rete con il territorio ed essere punto di riferimento.
Organigramma (gestione e ruoli)
La Commissione è caratterizzata da un coordinatore che ha il ruolo di mettere in relazione e promuovere la responsabilità condivisa, sollecitare il senso di comunità e far sì che ogni azione risponda agli scopi della Commissione stessa sulla base di un progetto condiviso.
Ci sono poi i responsabili delle diverse sottocommissioni (denominate équipe) quali:
- Animazione
- Sport
- Teatro
- Musica
- Attività culturali ed educative, a cui si aggiungono due équipe fondamentali per la gestione dell’oratorio, cioè le sottocommissioni:
- Accoglienza e Affari Economici
Ogni équipe ha un responsabile che ha il ruolo di coordinare a sua volta la sua équipe, sollecitare iniziative, informarsi delle diverse iniziative nel suo ambito e informare la Commissione di tali iniziative, nonché di cogliere e far mantenere il valore oratoriano delle diverse attività in coerenza con il progetto condiviso.
Modalità di lavoro
La Commissione si incontra mensilmente con i rappresentanti delle diverse équipe, allo scopo di verificare le azioni già fatte e programmare le successive, nonché discutere di eventuali problematiche da risolvere sempre seguendo il progetto condiviso. Agli incontri mensili sono invitati a partecipare anche coloro che fanno parte della “comunità oratoriana” cioè tutti i collaboratori che a vario titolo si impegnano e vogliono continuare ad impegnarsi nella pastorale giovanile.
Le decisioni non sono prese da una sola persona lasciando all’oscuro gli altri, ma vi è un confronto continuo tra tutti i collaboratori e tra questi e i salesiani responsabili a tutti i livelli.
Ci si impegna ad una gestione economica assolutamente trasparente e pubblica, con evidenza di ricavi e costi, questi ultimi possibilmente partecipati dalla comunità.
Verifica degli obiettivi
Criterio di verifica è adottare primariamente un indicatore di verifica evangelico, cioè domandarsi:
- In questa attività, esperienza o percorso quanto siamo riusciti ad accogliere e coinvolgere quelli che rimangono in genere ai margini della comunità, per loro difficoltà personali o famigliari?
- Quali le risposte dei giovani, delle famiglie, degli educatori, dei ragazzi?
- L’accoglienza, i contenuti formativi, i percorsi offerti hanno migliorato la qualità della partecipazione, della corresponsabilità, del coinvolgimento?
- L’accoglienza, i contenuti formativi, i percorsi offerti hanno incrementato la capacità propositiva a tutti i livelli e in tutti i settori?
Modalità della verifica
La verifica va fatta in modo da aiutare la crescita e stimolare le diverse attività. Vengono evitati i formalismi, lunghe (e inutili) descrizioni e burocrazia. Va usata la seguente modalità attraverso la risposta alle semplici domande:
- Cosa ha funzionato?
- Cosa bisogna migliorare?
- Proposte concrete per andare avanti.
- I risultati vanno conservati per essere valutati e inseriti (se ritenuti opportuni e importanti) nella nuova progettazione.
Tempistica
Ogni gruppo verifica le sue attività al termine di ciascuna di esse:
- ogni Commissione o sottocommissione effettua la verifica del cammino fatto almeno una volta l’anno (entro fine giugno);
- il Consiglio CEP/CPP verifica l’attuazione del Progetto dopo aver raccolto tutti i contributi delle singole Commissioni (giugno);
- il nuovo anno pastorale inizia con l’aggiornamento e l’attualizzazione del PEPS / Progetto Pastorale Parrocchiale elaborato nei mesi di maggio/giugno;
- parte integrale e la concretizzazione dei cammini pastorali costituisce il Progetto Operativo PEPS / CEP accompagnato dal calendario di tutto l’anno pastorale. Ogni commissione presenta il suo calendario annuale all’inizio dell’anno pastorale.
entro il 15 settembre ogni Commissione presenta il suo progetto e il Consiglio CPP/CEP prova il PEPS generale entro la fine di settembre.
